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L’Alta Nubia

Categories: Egittologia_pubblico | Author: SuperUser Account | Posted: 16/12/2009 | Views: 5009
Mille anni di storia
Il viaggio nella Nubia classica, vale a dire nel Gebel Barkal, a Nuri, Meroe, Naga, Musawwarat es Sufra, ci permette di percorrere 1000 anni di storia di questi luoghi e del popolo che li abitava.

Il periodo che va dal 747 a.C. al 320 d.C. viene suddiviso in tre parti: la XXV dinastia Egiziana (747 – 653), il periodo Napateo (653-270) e quello Meroitico (270-329 d.C.).       

XXV Dinastia Egiziana       
Questa dinastia, nota come quella dei ‘Faraoni Neri’, comprende 5 faraoni: il primo fu Piye (o Piankhy 747-716), figlio del re nubiano Kashta che aveva già esteso il regno fino alla Bassa Nubia (Assuan).             
Piye, partendo dalla città nubiana di Napata situata vicino alla quarta cataratta del Nilo, conquistò tutto l’Egitto sconfiggendo Tefnakht governatore del Basso Egitto. Terminata questa azione di conquista il nuovo faraone fece ritorno a Napata lasciando a Tebe la sorella Amenirdis come ‘divina adoratrice di Amon’ con il compito di controllare il potente clero di Amon. Lasciò inoltre in vita Tefnakht chiedendogli solo la sottomissione. Questi, approfittando dell’assenza di Piye si nominò sovrano del basso Egitto fondando la parallela XXIV dinastia.        
A Piye seguì il fratello Shabaka (716-702) che riconquistò il Basso Egitto sconfiggendo il successore di Tefnakht.             
A Shabaka succedette il figlio Shabataka (702-690) che dovette scontrarsi con l’Assiria, la nuova potenza emergente. L’esercito egiziano fu più volte sconfitto, ma l’Egitto non fu invaso dal potente nemico.                         
Il faraone successivo fu Taharqa (690-664), figlio di Pianky. E’ il più noto faraone nubiano, importante soprattutto per la sua attività di costruttore.        
Il suo regno fu caratterizzato dal lungo conflitto con gli Assiri al termine del quale Taharqa fu sconfitto e obbligato a cedere tutto il Delta del Nilo che divenne una provincia dell'impero assiro.
Dopo la sconfitta Taharqa si rifugiò a Tebe, ma non fu inseguito dagli assiri che nominarono viceré per le province del Delta Necho, principe di Sais. Taharqa si riprese e riconquistò Menfi, ma fu successivamente scacciato dalla città dall'ultimo imperatore assiro Assurbanipal. Taharqa, ormai inoffensivo, continuò a regnare a Napata ove morì.
Il suo successore Tanutamon (664-653), figlio di Shabaka, cercò di ripetere le imprese di Piankhy e di riunire l'Egitto. Conquistò inizialmente Menfi, ma poi fu sconfitto definitivamente da Assurbanipal che prese e saccheggiò Tebe.
Tanutamon si rifugiò nella sua Napata e da allora il regno di Nubia si rivolse non più a Nord ma a Sud, mentre in Egitto iniziava la XXVI dinastia di Sais con il faraone Psammetico I, figlio di Necho.
I sovrani kushiti (Kush era uno dei nomi che gli egiziani davano alla Nubia) della XXV dinastia regnarono sull’intero Egitto adottando molti dei costumi faraonici tra i quali la scrittura, la religione e le credenze funerarie. Essi si fecero seppellire nella necropoli reale di El Kurru, vicino alla città reale di Napata, tranne Tarharqa che inaugurò la necropoli di Nuri anch’essa non lontana da Napata.  

Periodo Napateo
I re kushiti, successori di Tanutamon, continuarono a regnare sulla terra natia dando origine in Nubia ad una organizzazione statale autonoma, politicamente indipendente dall’Egitto, che ebbe un lungo sviluppo storico.                
Il primo periodo di questo sviluppo è quello Napateo che durò fino al 270 a.C. e fu caratterizzato dal mantenimento complessivo da parte dei sovrani delle tradizioni egiziane. Essi continuarono ad avere rapporti con la terra dei faraoni, a volte pacifici, a volte bellicosi e fino al regno di Nastasen (335-315) usarono la scrittura geroglifica. Proprio a questo periodo appartiene l’ultimo importante testo reale scritto in geroglifico: la stele di Nastasen. Poi si cominciò pian piano ad usare il meroitico, lingua alfabetica scritta con segni simili ai geroglifici o ai caratteri demotici ma che non è stata ancora completamente interpretata. Le fonti relative al periodo nubiano sono quindi scarse: molti re sono noti solamente attraverso i nomi ritrovati nelle tombe delle necropoli reali .  
Tutti i re di Napata furono sepolti a Nuri in tombe ipogee con piccole piramidi come sovrastruttura. A Nuri vi sono le tombe di 21 re e 52 tra regine e principi. La città più importante del regno fu Napata, anche se è probabile che a partire dal re Aspelta la capitale fu spostata più a sud, a Meroe, vicino alla VI cataratta. Le ragioni di questo probabile spostamento furono il raid di Psammetico II della XXVI dinastia alla terza cataratta e la progressiva desertificazione della zona. Napata rimase però sempre il principale centro religioso, di incoronazione e di sepoltura dei re.    
I re più noti di questo periodo sono: Atlanersa, Senkamanisken, Anlamani, Aspelta, Harsiotef, Nastasen.           

Periodo Meroitico    
Il periodo meroitico (270-320 d.C.) fu caratterizzato dallo spostamento definitivo del centro del regno da Napata a Meroe, dall’utilizzo delle necropoli reali a Meroe, dallo sviluppo di nuove forme culturali e architettoniche influenzate anche dal contatto con il mondo greco romano, dal culto di nuove divinità e dallo sviluppo della lingua meroitica, sia parlata sia scritta.          La storia del regno ebbe termine nel IV secolo d.C. quando Meroe venne conquistata dal re cristiano abissino di Axum, Ezana.
I re più importanti, comprese alcune regine, le Candace, sono: Arqeqamani (Ergamene I 270-260), Amanislo (260-250), Arnekhamani (235-218), Arkamani (Ergamene II  218-200), Shankhdakhete (R)* (170-150), Amanirenas (R)* (40-10), Amanishakheto (R)* (10-1), Natakamani e Amanitore (R)* (1 -20 d.C.) ….   
Un’osservazione sul metodo di elezione dei sovrani kushiti come ci è stato tramandato da varie stele e storici. Alla morte del re l’armata si riuniva per designare un collegio che doveva eleggere il nuovo sovrano tra i familiari del regnante defunto. In caso di problemi ci si riferiva ad Amon e quindi ai suoi sacerdoti che avevano di conseguenza un grande potere.
Ricordiamo in particolare una storia su Ergamene I tramandata da Diodoro Siculo (storico greco del I secolo a.C.) che ci dà una spiegazione dell’origine del periodo meroitico. I sacerdoti di Amon di Napata avevano un tale potere che permetteva loro non solo di decidere chi incoronare, ma anche quando incoronare un nuovo re obbligando il sovrano in carica a suicidarsi. Questo stato di cose non andava bene ad Ergamene che decise una azione di forza per porre fine a questa situazione. Partì da Meroe, raggiunse Napata e ‘suicidò’ i sacerdoti. Da quel giorno terminò lo strapotere di Amon di Napata e il centro del regno si spostò definitivamente su Meroe dando inizio ad una nuova cultura, quella meroitica.       
* (R=regina)   

I rapporti con l’impero romano   
Dopo la battaglia di Azio (31), l’Egitto divenne una provincia romana a statuto speciale comandata da un Prefetto alle dirette dipendenze dell’imperatore. Il primo prefetto fu Cornelio Gallo che combatté con durezza le popolazioni nubiane ai confini dell’impero. Il prefetto, caduto in disgrazia presso Cesare Augusto, fu sostituito da Elio Gallo. Durante la campagna da questi condotta in Arabia vi fu una sollevazione dei meroitici che, guidati dalla regina Amanirenas, nel 23 a.C, giunsero fino a File dove presero un busto dell’imperatore Augusto che sarà ritrovato a Meroe ed è ora al museo di Khartoum. La reazione romana a questo sgarbo non si fece attendere. Il nuovo prefetto Caio Petronio sconfisse le truppe meroitiche e giunse fino a Napata, dove saccheggiò il tempio di Amon. La Candace Amanirenas non si arrese e riuscì ad ottenere un trattato di pace con Augusto che fu firmato a Samos nel 21-20. Con questo trattato si stabilì: il riconoscimento del regno di Kush, la cancellazione dei tributi dovuti a Roma, il ritiro delle truppe romane entro il Dodecascheno (120 Km a sud di Assuan) con garanzia di confini sicuri per l’impero e il libero accesso dei meroitici al tempio di Iside nell’isola di File.

A cura di Mario Lauro

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