L’iscrizione di Shabaka o Pietra di Shabaka riveste grande importanza soprattutto nell’ambito della storia del pensiero filosofico. In detto reperto vengono infatti esposti i principi della cosmogonia menfita incentrata sul concetto del nous e logos, principi che, come acutamente osservò il Breasted, rappresentano uno dei pilastri, delle fondamenta su cui poggia la speculazione filosofica dei grandi pensatori greci.
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E’ luogo comune considerare la parola vino derivata dal sanskrito “ven” che significa “bello”, da cui venus, Venere. Il concetto del bello nel vino sta ad indicare che trattasi di una bevanda nobile, leggiadra, io direi la più nobile delle bevande.
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Affascinati dal nome arabo: “Deir El-Haggar”, “Monastero di pietra”, che ci ha attratto con la sua aura di mistero e di antica sacralità, abbiamo insistito per visitare questo sito…
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Condannato come eretico dal Concilio di Efeso nel 431, esiliato dapprima a Petra, in Giordania, poi a Kharga tra i deserti dell’Egitto occidentale… Un destino duro e aspro aveva perseguitato Nestorio e i suoi seguaci. Brillante teologo della chiesa di Antiochia, un tempo patriarca di Costantinopoli, in tre soli anni era caduto in disgrazia, e, una volta disconosciuto dalla Chiesa dell’epoca, in seguito all’esilio si era isolato sempre più dal mondo civile, allontanandosi definitivamente dalla Cristianità Ufficiale… eppure, alla fine, un vasto mondo spirituale si era aggregato attorno alla sua comunità…. proprio qui, a Kharga. E qui a Kharga, nella necropoli di El-Bagawat, oltre alle sepolture, vi sono 120 cappelle create dai seguaci nestoriani destinate al culto cristiano dei morti...
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Il nostro “mini-bus” scivola silenzioso e tranquillo nella sonnolenta mattinata cairota: lentamente ci porta via dal Moqattam, via dalla piana dove si stagliano imperturbabili e solenni le tre gigantesche sorelle di pietra Khufu, Khafra, Menkaure… giù giù, 70 km più a sud, verso il colossale spigoloso residuo della titanica piramide di Meidum...
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Se c’è ancora la Piramide di Cheope, lo dobbiamo a lui !
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Kharga, deliziosa cittadina pulita e ordinata (almeno in confronto ad altre cittadine del lungo Nilo) raccolta nel centro dell’Oasi omonima… in arabo: Kharga significa "l'esterna", in contrapposizione a Dakhla, "l'interna". L’antico nome egizio era “Kenmet”.
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…poco distante un fuoco gagliardo ruggisce nel buio, i volti affilati e scuri dei drivers beduini si animano ai barbagli della fiamma, mentre con un solo tamburo, il battito delle mani e le loro voci, danno vita alla notte del deserto… occhi scuri e intensi scintillano alla luce del falò…
Un momento dopo la cena: beduini accanto al fuoco…
il pulsare ritmico e quasi ipnotico delle loro nenie ripetitive ci culla, mentre il mistero insondabile del deserto circostante affonda nella tenebra.
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"Anni e anni fa (verso il 1990, tanto per intenderci) in un'estate che la famiglia era al mare ed io ero solo soletto avevo tradotto tutto il testo geroglifico, demotico e greco del Decreto di Menfi (Stele di Rosetta). Pensando che per qualcuno possa essere utile, lo rendo disponibile sul nostro sito. Si tratta, però, della scannerizzazione del testo da me scritto a mano (tranne le prime pagine d'introduzione), con annesse correzioni." Alberto Elli
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Le lingue dell’occidente, italiana e latina comprese, appartengono alla famiglia delle lingue indo-europee, ciò sulla base della prevalente incidenza nel lessico di parole appartenenti a tale gruppo...
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Qualche anno fa ebbi occasione di vedere un bel documentario sul Capovaccaio, un rapace davvero singolare.
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L'iscrizione di Shabaka o Pietra di Shabaka riveste grande importanza soprattutto nell'ambito della storia del pensiero filosofico. In detto reperto vengono infatti esposti i principi della cosmogonia menfita incentrata sul concetto del nous e logos che, come acutamente osservò il Breasted, rappresentano uno dei pilastri, delle fondamenta su cui poggia la speculazione filosofica dei grandi pensatori greci. Questo reperto consiste in una stele di granito nero di forma rettangolare, leggermente tondeggiante, (mt. 1,37 x 0,92) molto rovinata in diversi punti, scritta in corsivo geroglifico in un'area ristretta al centro del reperto di cm. 132 x 69....
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Naqada si trova sulla riva occidentale del Nilo, nell’Alto Egitto, di fronte all’odierna Qena. Costituiva l’area cimiteriale di Nubt, la città dell’oro, in cui si adorava Seth, divinità originaria di questa zona, che è anche raffigurato sulla mazza da guerra del Re Scorpione. La definizione “città dell’oro”, si deve probabilmente al fatto che qui confluiva quello estratto dalle cave del deserto orientale attraverso lo Wadi Hammamat che, sull’altra riva del Nilo, inizia proprio di fronte a Nubt.
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Parlando delle Regine dell’Antico Egitto, bisogna, anzitutto, fare una distinzione tra le Spose Reali dei Faraoni e quelle che sono state incoronate esse stesse Faraone.
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Questa ricerca, che altro non è che il testo ampliato e rivisto di una conferenza da me tenuta in un paio di occasioni nel corso degli anni ‘90, è nata dall’interesse che su di me hanno sempre esercitato i graffiti, soprattutto quelli antichi (non quelli lasciati dagli stupidi tra i moderni turisti). Mi interessava, in particolare, conoscere come gli antichi stessi vedevano e consideravano i capolavori dell’antico Egitto, capolavori che essi hanno avuto la possibilità di vedere in condizioni decisamente migliori di quelle in cui sono giunti fino a noi, e molti di questi graffiti esprimono il “parere” di questi turisti ante-litteram. Il dottor Mario Tosi, che all’Egitto ha dedicato, con un’intensità e una passione che non temono confronti, tutta la sua vita, mi aveva fornito, nei primi tempi in cui ho avuto la fortuna di conoscerlo, gli appunti da lui raccolti sull’argomento del presente lavoro, appunti da me qui ampiamente sfruttati. Nel corso degli anni li ho poi arricchiti con sempre nuove notizie, frutto delle mie molte letture e studi sull’argomento, finché mi sono deciso a dar loro una forma un po’ più compiuta, in modo da poterli utilizzare per una conferenza. E oggi, così come il dottor Tosi mi aveva gentilmente prestato il frutto del suo lavoro, anch’io metto a disposizione di tutti gli amici di Egittologia.net questo mio testo, nella speranza che chi ama l’Egitto trovi in esso motivo per un nuovo e rinnovato amore per questa meravigliosa terra.
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