Si è svolto ieri, 24 marzo 2006, presso l’Aula magna del Politecnico di Torino, un convegno inerente la costruzione delle piramidi.
Si è svolto ieri, presso l’Aula magna del Politecnico di Torino, un convegno inerente la costruzione delle piramidi. Gli onori di casa sono stati fatti dal prof. Alessandro Roccati che ha introdotto i relatori che erano il prof Miroslav Verner , egittologo Ceco, il prof. Michel Valloggia egittologo svizzero dell’Università di Ginevra e l’architetto Giuseppe Claudio Infranca del Politecnico di Bari. Tre delle due relazioni sono state davvero interessanti anche se è apparso davvero strano che per un convegno così importante non si siano utilizzato due traduttori; le relazioni dei professori sono state infatti illustrate in inglese e in francese con evidenti difficoltà di comprensione totale da parte dell’uditorio. Il prof. Verner ha parlato delle: ”Nuove scoperte archeologiche nell’area delle piramidi di Abusir” l’area delle piramidi della V dinastia di Abusir è sempre stata oscurata dalle più vicine e famose “sorelle” di Saqqara e Giza e le indagini più significative erano state quelle effettuate al principio del 900. Negli ultimi quaranta anni la missione Ceca ha nuovamente studiato in modo approfondito i tre complessi piramidali di Satura, Neferirkara e Niuserra. La missione Ceca è riuscita a scoprire nuovi monumenti fino ad ora ignorati che vanno dal periodo arcaico, all’età saitica fino al dominio persiano. Sono anche state scoperte sei piramidi: Neferefra, Khenkaus II, la piramide XXIV di Lepsius, la piramide XXV di Lepsius e la piramide incompiuta. L’esplorazione di queste piramidi ha prodotto una quantità di rinvenimenti molto importanti e anche dei documenti scritti.
Il prof Valloggia ha esposto il tema “costruzione di una piramide. L’esempio di Abu Rawash” Sono stati illustrati in questa conferenza i risultati ottenuti nelle 12 campagne di scavo effettuate dall’equipe svizzera in cooperazione con l’Istituto francese di archeologia orientale del Cairo nel sito di Abu Rawash che si trova a 25 Km a nord ovest del Cairo. Questo sito contiene tutti gli elementi costitutivi delle grandi tombe reali della IV dinastia: un tempio in valle, una rampa ascendente e cinte costruite attorno a installazioni monumentali. Tuttavia il complesso funerario del re Radedef fu devastato ed intensamente sfruttato dai cavapietre fino al XIX secolo e la scoperta di statue in frantumi al principio del secolo scorso aveva fatto sospettatare gli storici di una damnatio memoria dovuta all’illegittimità del sovrano. La missione ha ottenuto risultati eccellenti e le immagini virtuali proposte durante la conferenza hanno documentato quale grande e importante sito fosse stato quello di Abu Rawash.
Deludente invece è stata la relazione del dott. Giuseppe Claudio Infranca dal titolo “il cantiere e lo sviluppo costruttivo della Grande Piramide” La relazione, lunga e ripetitiva non ha suscitato l’interesse del pubblico. Le teorie di Infranca non sono correlate da un conforto scientifico e sarebbe stato meglio in un congresso così autorevole invitare un esperto di tecniche costruttive delle Piramidi come il Dr. Manzini che da anni studia l’argomento, lui sì con criterio e metodo Scientifico.
Autore: Sandro Trucco njnj
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